giovedì 21 giugno 2018

ALEXANDER DUGIN a MILANO

 
 
Politica - Affari Italiani - Milano

"Putin entusiasta di Salvini": l'intervista ad Aleksander Dugin

Putin è un fan di Salvini e la Russia tifa per il leader della Lega: parla Aleksander Dugin, consigliere del leader russo

Metti una sera in via Padova, tra scantinati trasformati in moschee e centri sociali. Tutti ad ascoltare il consigliere di Putin, lo scrittore e filosofo Aleksander Dugin che presenta il suo libro “Putin  contro Putin” (Ed. Aga).“ Il centro del mondo è in questi giorni Roma, con Di Maio e Salvini e il loro populismo integrale, vittoria metafisica del popolo italiano. Salvini risponde a tutte le sfide, è un successo mondiale: lui è un leader populista positivo. E’ il pensiero di  Putin, che è un  fan di Salvini. Tutti in Russia tifiano per lui. In Italia Soros e  i  globalisti stanno perdendo  la partita… Putin ha una grande simpatia per Salvini. Ora  in Europa è un momento decisivo, si prospetta una vittoria radicale del popolo sulla elite ultraliberale” Dicono che sia la mentre di Putin. Ideatore del nazionalbolscevismo, Dugin esalta   i valori  tradizionali contrapposti ai valori liberali che stanno andando portando il mondo verso caos e guerra .Alcuni analisti definiscono Putin un patriota, altri un liberale. Rimane la domanda: “Chi è Putin?”. Dugin da via Padova cerca di dare una risposta: “Vedo una grande Europa da Lisbona a Vladivostok”, con un asse Mosca- Pechino5. E una forte  Unione  Eurasiatica”  Inventore della “Quarta Teoria Politica“ (dopo liberalismo, fascismo , e comunismo ecco la Tradizione), Dugin paragona Putin all’imperatore Augusto. Leader della resistenza alla  post modernità e alla  turbo- globalizzazione “Putin somiglia a un funambolo su una corda tesa attraverso un precipizio. Ora è di fronte a un doloroso dilemma: quale direzione prendere? Verso il passato o verso il futuro?“ ci dice Dugin in questa intervista.” Per gli USA, una buona Russia è una Russia fragile: una Russia ripiegata su se stessa, debole, divisa, quasi morta, un “buco nero”, come la definì Zbigniew Brzezinsky . Il 71% dei Russi pensa che la Russia appartenga ad una civiltà a sé stante, “eura- siatica” e ortodossa, e che qualunque sviluppo in una direzione filo-occi- dentale non vada bene per il Paese. Stimolato  da Adriano Scianca, il dibattito ha visto duettare Dugin con il filosofo post marxista Diego Fusaro.«I signori della mondializzazione con il loro clero intellettuale giornalistico di accompagnamento stanno disgregando tutti i fondamenti della vita etica». Parla futurista; di turbocapitalismo apolide, di «globalizzazione linguistica», «contronarrazione demofila». Una neolingua che affascina il foltissimo pubblico di nuovi editori  (Maurizio Murelli , Andrea Scarabelli, Marco Battara) edi politologi presenti in sala. Aldo Bracco (Rivista geopolitica Eurasia) ,Pietro Fraccavento (movimento  internazionale euroasiatico), Giuseppe Ghilardini (Europa dei popoli) Roberto Jonghi Lavarini (Fare fronte), Avv, Maurizio Mengassini (Fondazione imperiale Romanov) Lali Panchlidze (ass. Italia Georgia Eursasia), Gianluca Savoini (sss, Lombardia Russia).  

martedì 17 aprile 2018

I Conti russi georgiani PANCHULIDZE Aznauri

ფანჩულიძე PANCHULIDZE Панчулидзе


I Panchulidze sono una antica famiglia nobile ortodossa georgiana di cavalieri crociati (Tadzrelebi) e signori feudali (Aznauri) dell’antico Regno di Imerezia, citati, fin dal XIII secolo, tra i clan fedeli alla dinastia principesca e reale dei Bagrationi di Imereti. Ma i Panchulidze hanno origini ancora più remote come famiglia patrizia bizantina, la leggenda narra discendenti da un comandante greco macedone dell’esercito di Alessandro Magno. Nei secoli, i Panchulidze, si distinsero soprattutto come valorosi guerrieri, fedeli ai Re Bagrationi di Imerezia e Georgia, e, successivamente, durante il dominio della Russia, come valorosi alti ufficiali e zelanti funzionari imperiali. Fra i primi sono certamente da citare i fratelli Ivan (1758-1815)  e Semyon (1765-1817), entrambi generali dei Dragoni imperiali, al seguito del loro principe georgiano Peter Bagrationi, pluridecorati al valor militare nelle guerre contro i mussulmani turchi e persiani, e gli invasori francesi giacobini  di Napoleone, nominati prima Cavalieri (Ordine di San Vladimiro, Ordine di Sant’Anna, Ordine di San Giorgio, ecc…) e poi Conti dallo Zar Alessandro I Romanov. I loro ritratti sono esposti, con tutti gli onori, nel Palazzo Imperiale di San Pietroburgo, ora sede del famoso Museo Ermitage, e le spoglie di Semyon riposano nel Monastero Ortodosso di Spaso Andronikov a Mosca. Terzo fratello dei due soldati fu Alexey (1762-1834) governatore di Saratov. Il figlio di quest’ultimo, Alexander (1790-1867) fu colonnello degli Ussari, pluridecorato (Ordini di San Vladimiro, San’Anna e San Stanislao) e governatore imperiale di Penza, e, suo figlio Alexei (1819-1888): governatore imperiale di Samara e Chernigov, e maresciallo della nobiltà a Saratov e consigliere di stato. Fra i numerosi personaggi noti della famiglia, citiamo ancora il conte russo georgiano Alexey Nicolayevich Panchulidzev (1884-1964), pluridecorato Colonnello dei Cosacchi, Addetto Militare Russo alla Ambasciata di Parigi e, dopo la rivoluzione, paladino della Russia Bianca in Francia, membro della unione dei Cavalieri di San Giorgio e della Unione degli Zeloti in memoria dello Zar Nicola II, morto come prete ortodosso, dopo avere preso i voti religiosi nel 1955. 

Attuale capo del clan dei Panchulidze Aznauri è il Generale Dany che ha continuato l'antica tradizione militare di famiglia, prima nell'esercito sovietico e poi nelle forze armate georgiane. Altro rappresentante noto è l’Onorevole Vazha Panchulidze, Capo del Dipartimento Trasporti del Governo della Georgia.
sigillo e stemma - archivio di stato

stemma - libro di araldica

stemma e genealogia - libro sulla nobiltà
In Italia risiede, come Delegata della Casa Reale Bagrationi Imeretinsky di Georgia (anche per Svizzera, Principato di Monaco, San Marino, Vaticano e Sovrano Militare Ordine di Malta), la dottoressa Lali Panchulidze, classe 1985, laurea in letteratura e master in pedagogia, esperta internazionale di relazioni pubbliche e istituzionali: Mandilosani (Nobildonna con lo speciale trattamento di Suo Onore), Velikayaledi (Gran Dama, titolo tradizionale del Caucaso), Zostepatrikia (Patrizia di Bisanzio), Aznauri (Nobile del Regno di Georgia), Dvoryanka (Nobile dell’Impero Russo), Dama di Gran Croce Ordine Nemagnico di San Giorgio di Rito Orientale (Casa Obrenovic), Dama Classe Unica Ordine al Merito dell'Aquila Imperiale Bicipite d'Oro (Casa Crnojevic), Dama Ufficiale di Giustizia Ordine della Corona del Regno di Georgia (Casa Gruzinsky), Dama Ordine Imperiale Ortodosso Ecumenico di San Costantino il Grande (Casa Cantacuzene), Presidente della Associazione Culturale internazionale ecumenica cristiana Italia Georgia Eurasia, Vice Presidente della Associazione Culturale Aristocrazia Europea (responsabile delle relazioni internazionali), Membro Corrispondente Estero della Accademia Archeologica Italiana (discipline letterarie), Membro Corrispondente del Collegio Araldico dei Regni Iberici, Membro del Centro Studi sulle Monarchie Ortodosse.

giovedì 12 aprile 2018

EUROPA: NO USA, NO NATO, SI EURASIA !



Contro la guerra di aggressione alla Siria nazione sovrana, contro l'imperialismo militare USA, contro il sionismo internazionale e la plutocrazia mondialista, contro la sistematica disinformazione dei mass-media occidentali, contro i servili governi europei (utili idioti e atlantisti prezzolati), contro le oltre cento basi militari NATO-USA in Italia.
Per la guerra al terrorismo islamico sunnita wahabita e salafita (finanziato da Arabia Saudita e Qatar, sostenuto da Turchia, USA e Israele, con la complicità di Gran Bretagna e Francia), per la difesa dei fratelli cristiani orientali e ortodossi, a sostegno delò regime laico e nazional-socialista di Bashar Assad, per una nuova alleanza (politica, economica, energetica e militare) eurasiatica con la rinata Santa Russia Ortodossa di Vladimir Putin.



Queste le motivazioni della mobilitazione nazionale indetta dal Comitato Europa dei Popoli e dal Movimento Eurasiatico, alla quale hanno già aderito centinaia di esponenti politici della Lega, di Fratelli d'Italia, delle destre radicali, ma anche di Forza Italia e del mondo cattolico conservatore, oltre che dai rappresentanti delle numereose, bene organizzate e motivate comunità straniere ortodosse presenti in Italia. 

Abbiamo una rete bene organizzata presente su tutto il territorio nazionale, con rappresentanti in tutte le provincie. Abbiamo contatti con le autorità diplomatiche siriane, libanesi, russe e iraniane e con gruppi patriottici indipendenti, analoghi al nostro, in tutta Europa. Stiano bene attente le autorità italiane, sopratutto quelle di questo governo fantoccio senza più alcuna legittimazione popolare e democratica, perchè non accetteremo scelte ipocrite e servili di sudditanza all'imperialismo USA che tutela solo i propri interessi a discapito dei nostri. Siamo pronti a manifestazioni davanti alla Ambasciata ed ai consolati USA ma anche davanti alle basi militari straniere presenti sul nostro suolo nazionale.

venerdì 1 dicembre 2017

Intervista a Roberto Jonghi (Fratelli d'Italia).

Intervistiamo il "barone nero" ROBERTO JONGHI LAVARINI, 45 anni, consulente immobiliare, storico esponente della destra sociale, ora dirigente di Fratelli d'Italia, in partenza per il congresso nazionale di Trieste. 
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DOMANDA: La tua è una voce sempre controcorrente, con quale animo vai al congresso di Giorgia Meloni? RISPOSTA: Con lo spirito patriottico e cavalleresco di sempre, da uomo libero, appassionato e scanzonato, pronto a dire pubblicamente quello che penso, senza complessi e ipocrisie. DOMANDA: il solito provocatore quindi? RISPOSTA: Certamente si ma, oramai, le mie sono provocazioni saggie e costruttive, da lavoratore e padre di famiglia, da vecchio militante e politologo, attento studioso di geopolitica. DOMANDA: Cosa ne pensi dell'invito di Francesco Storace a sostenere Matteo Salvini? RISPOSTA: Che ha detto una verià sacrosanta, e che, visto la legge elettorale ed i numeri dei singoli partiti, solo Salvini può relisticamente contrastare la linea centrista, moderata e consociativa di Berlusconi e Forza Italia. Certo, Giorgia Meloni sarebbe la sintesi migliore per tutto il centro destra ma se questo non è oggettivamente possibile, pragamticamente, bisogna convergere sul candidato sovranista e identitario che ha più possibilità. Per questo al congresso proporrò una lista unitaria Fratelli d'Italia-Lega-destre varie alle prossime elezioni politiche. DOMANDA: Anche con Casa Pound? RISPOSTA: Certamente si, sono energie positive da coinvolgere, quanto Forza Nuova, Lealtà Azione e le varie Fiamme. In un grande Fronte Nazionale, popolare e sociale, come quello francese, che punta a superare, da solo, il 20% dei consensi, ci deve essere il giusto e meritato spazio per tutti. DOMANDA: Anche per Daniela Santanchè? RISPOSTA: Certo ma per dimostrare la sua buona fede non deve pretendere un posto sicuro in parlamento ma lavorare per rafforzare la destra, partendo da Milano, candidandosi capolista alle elezioni regionali lombarde, coinvolgendo i suoi contatti e la sua forza economica, ed andando a raccogliersi le preferenze sul territorio. Come dovrebbero fare tanti ex parlamentari che hanno già ottenuto tanto dalla politica, come Pierfranceso Gamba, ad esempio... DOMANDA: Parlavi della importanza della geopolitica, cosa dirai al congrsso? RISPOSTA: l'Italia e l'Europa devono liberarsi dalla supina sudditanza militare, economica, politica, culturale e psicologica agli USA che pensano solo a fare i loro interessi, trattandoci come delle colonie. Proporrò la rinegoziazione di tutti i trattati internazionali, l'uscita dell'Italia dalla NATO, la chiusura delle oltre cento basi militari straniere sul nostro terrirrio nazionale, la fine delle infami sanzioni economiche contro Russia ed una nuova, forte e naturale, alleanza strategica euroasiatica con Vladimir Putin. Fratelli d'Italia vuole essere veramente patriottica? Bene, iniziamo a toglierci dal collo il guinzaglio americano.

Intervista a cura del Comitato Europa dei Popoli