lunedì 12 gennaio 2015

Fare Fronte per l'Europa dei Popoli.


 

Progetto Nazionale incontra l'eurodeputato Mario Borghezio: Fare Fronte per l'Europa dei Popoli, contro l'immigrazione, il terrorismo islamico e la plutocrazia mondialista. Giovedì 15 gennaio, ore 18.30, allo Spazio Ritter di Milano. Intervengono: Massimiliano Bastoni, Marco Battarra, Massimo Grecchi, Roberto Jonghi Lavarini, Fausto Montrone e Tullio Trapasso.

venerdì 9 gennaio 2015

Con Mario Borghezio, per una nuova e grande Lega nazional-popolare!


Programma per una LEGA nazionale.

 
 
Sull’onda del successo di promozione referendaria – ancora in attesa del placet della Corte Costituzionale… – sull’abrogazione della legge Fornero, proponiamo al segretario Matteo Salvini e alla Lega Nord una nuova mobilitazione per abrogare con referendum
 
1) La legge Imu-Banca d’Italia nelle norme che rendono la Banca centrale un ente privato nelle mani delle banche d’affari (così da restituire al popolo italiano, attraverso una Banca nazionale, la sovranità di battere moneta)
2) La legge (Tremonti) di costituzione di Equitalia.
Una possibile battaglia “minore” (ma non certo minimale…) – peraltro indicata ufficialmente venerdì 19 in sede di conferenza stampa al Mappamondo – è la difesa del settore dei tassisti per bloccare l’anarchia all’americana di Uber. Abbiamo la possibilità di trovare un accordo-pilota con la categoria: chanche che proponiamo volentieri al segretario Salvini.
 
A mero titolo di confronto, proponiamo all’attenzione delle costituende liste “Noi con Salvini” i nove punti programmatici della provvisoria aggregazione detta “leganazionale.org”, fondamentalmente formata da esponenti della società civile (docenti universitari e di prestigiosi istituti, accademici; giuristi, professionisti, lavoratori dipendenti e autonomi – artigiani, coltivatori, commercianti – studenti e giovani prestatori d’opera, ufficiali, imprenditori e quadri aziendali:
 
1) Tutela dell’identità nazionale nel più geloso rispetto delle culture locali. Promozione pubblica di Scuola e Ricerca.
 
2) Blocco Immigrazione, fine dei trattamenti agevolati a clandestini e nomadi. Separazione dei residenti tra cittadinanza e nazionalità.
 
3) Giustizia e Sicurezza. Separazione delle carriere e delle funzioni inquirenti e giudicanti. Controllo del popolo sulla pubblica accusa, autonomia del giudizio. Certezza delle pene. Sicurezza sociale.
 
4) Fisco Semplificazione, aliquota onnicomprensiva unica al 15%. No equitalia: esazione locale calmierata. No alle anticipazioni delle imposte sui redditi. Cancellazione Irap e Imu su prima casa e terreni/fabbricati di lavoro.
 
5) Moneta. No euro. No Fmi-Bce. Espropriazione redditi da usura e cancellazione indebitamento pubblico, anche tramite espropri patrimonii degli enti non di lucro. Emissione diretta della moneta. Reddito di cittadinanza. Ri-nazionalizzazione della Banca d’Italia. No banchindustria. No trusts speculativi finanziari. No alla devoluzione alle banche del reddito dei cittadini (carte di credito, moneta virtuale etc.).Ritorno alla liquidità e all’economia produttiva
 
6) Lavoro (no delocalizzazioni, precariato,flessibilità, liberalizzazioni e privatizzazioni aziende strategiche). Promozione produzioni nazionali e del lavoro italiano. Ferma tutela dei settori strategici nazionali: agroalimentare, trasporti, comunicazioni, tecnologie avanzate, energia.
 
7) Salute. Eccellenza nelle strutture pubbliche. Incentivi alla Famiglia. Politiche demografiche. Politiche di ripristino ambientale e di Edilizia popolare di qualità
 
8) Istituzioni. Stato strumento del popolo.
 
9) Autodeterminazione e indipendenza. Denuncia dei vari Trattati di sudditanza e di cessione della sovranità (Ue, Omc, Ttip, AA, Tnp)

Manifesto per una LEGA nazionale!

Un laboratorio di sovversione mondiale lavora per la perversa distruzione di ogni cultura, di ogni identità, di ogni giustizia sociale, di ogni differenza territoriale, linguistica e storica, di ogni assetto umano già fondato sulla libertà individuale, sulla solidità della famiglia, sulla centralità e solidarietà di ogni parte della comunità nazionale.
L’arma brandita da questo “laboratorio della distruzione” è la feroce iniezione di massicce dosi di un pensiero unico ispirato a pseudo-modelli “universali” di finto egualitarismo culturale, sociale ed economico, imposti a una società di massa rassegnata e narcotizzata, ed estranei ai nostri costumi, valori, ideali, speranze.
Il suo inconfessabile obiettivo è l’annientamento dei popoli, soprattutto se forti di una civiltà e di un destino comune.
E’ fondamentale dovere, di ogni uomo libero e di ogni forza sociale ancora gelosa e fiera della propria indipendenza e creatività, contrastare questa strategia della distruzione nelle sue molteplici manifestazioni.
Nostro è il dovere di ricostruire l’identità e la solidarietà di popolo.
Innanzitutto rovesciando le nefaste politiche di decrescita demografica e di coatta immigrazione-invasione che hanno quale scopo comune la distruzione del tessuto identitario e socio-economico delle nostre genti.
L’accoglienza indiscriminata di moltitudini sradicate dalle proprie culture, provocata dalla continua propaganda in favore di un falso umanitarismo spacciato come “espiazione” di presunte colpe ancestrali, è una politica criminale, e per noi suicida, che conduce all’ineluttabile rottura di quel “contratto sociale” che ha reso possibile, da sempre, la nascita e la crescita delle civiltà.
Questa la strategia della distruzione contrabbanda come “becero razzismo di un popolino scomposto e ignorante dal cuore di pietra che mai sanguina”, il sacro diritto di essere padroni in casa nostra.
I nuovi negrieri manovrati da “menti oscure” utilizzano questa merce umana per procurare profitti ai signori del denaro. L’iniezione di questa manovalanza a basso costo per abbattere i cosiddetti costi del lavoro crea soltanto, nei territori di accoglienza, disoccupazione, delocalizzazioni e disordine delinquenziale. Nei territori di origine, guerre, sottosviluppo e destabilizzazione sociale, economica, culturale e politica.
Ogni comunità organica ha diritto a decidere e a costruire essa stessa, nella sua terra, il proprio futuro.
La civiltà non si sradica né si esporta: è il cammino autodeterminato di ogni popolo.
La forzata integrazione, la forzata acculturazione, crea soltanto emarginazione e conflitti sociali.
La nobiltà dell’uomo e la nobiltà del lavoro
Ogni realizzazione dell’uomo, ogni creazione manuale ed intellettuale dei nostri popoli, va gelosamente protetta: si tratti della cultura o della mozzarella, dell’acciaio o del vino.
Rifiutiamo di importare ciò che già da noi si produce, in abbondanza e di qualità.
Rifiutiamo ogni modello monoculturale di massa che il laboratorio della distruzione vuole imporre per dividere uomini e popoli e così assoggettarli alle leggi del profitto e dell’usura: dall’ipermercato h24 all’informazione unica e manipolata, dalle armate neocoloniali alla “giustizia universale”, dalla moneta unica alla lingua unica.
Noi e la nostra terra possiamo già soddisfare ogni necessità sociale, industriale, agricola, politica e intellettuale.
E’ vitale restituire all’uomo la sua centralità nella vita, nel lavoro e nell’economia. L’uomo, il lavoratore, il produttore, non più numero o consumatore, deve tornare ad essere attore ed artefice della propria esistenza, del proprio benessere e del proprio futuro. Non più mercificato e sfruttato. Non più inconsapevole strumento dell’arricchimento della ristretta oligarchia dei signori del denaro, la stessa che guida le multinazionali, le banche, la globalizzazione e la politica del Debito Infinito di uomini e nazioni. Globalizzazione e mondializzazione da noi mai voluta, ma certamente subita!
Un’oligarchia senza volto, che utilizza i suoi camerieri imposti alla guida dei governi e degli Stati, che si nasconde dietro i suoi delegati di Wall Street e della City e che distrugge l’economia reale con vergognose speculazioni finanziarie, privatizzazioni-rapina, liberalizzazioni-truffa, delocalizzazioni e deregolamentazioni.
Un’oligarchia senza volto che si maschera dietro impenetrabili trust e impone miseria per tutti, con la flessibilità, la precarietà e la mobilità del lavoro. Che spegne ogni scintilla di iniziativa imprenditoriale non conforme agli interessi della lobby globalista.
Un’oligarchia che si ingrassa di eterne cedole e di tassi usurai imposti alle nazioni con inique tassazioni emanate da “governi tecnici” nominati ad hoc.
Soltanto riprendendo nelle mani il suo futuro, il popolo, potrà liberarsi dalle catene dell’attuale servitù. Con ogni mezzo.
Tutto deve essere ridiscusso.
L’imposizione di una società multietnica.
I trattati di servaggio internazionale.
Le leggi capestro sulla proprietà della moneta, che non può che essere dei popoli e non, come oggi, di banche d’affari “anonime”.
Le norme liberticide: quelle che comprimono le libertà dell’uomo, rapinano il futuro ai giovani e quelle che soffocano l’economia produttiva ad esclusivo vantaggio di speculatori e finanzieri internazionali.
La struttura elefantiaca e inefficiente dei mille organi istituzionali – amministrativi, governativi, legislativi e giudiziari – non più strumenti del contratto sociale e degli interessi del popolo, ma autoreferenziali e al tempo stesso sudditi di caste interne e di poteri transnazionali.
Tutto nell’interesse di tutti
E’ tempo di rovesciare il piatto avvelenato che il laboratorio della distruzione impone.
E’ tempo di rivendicare con orgoglio la nostra diversità e unicità. Gelosi delle nostre autonomie e delle nostre tradizioni.
Roma, Parigi e Mosca non sono né la New York delle banche né la Bruxelles dell’eurocrazia.
Arte, cultura, storia, genio, solidarietà e civiltà sono radicate nelle nostre terre e nelle nostre genti.
La nostra identità vive anche delle nostre case, delle nostre strade, delle nostre campagne, della nostra opera, della nostra memoria. Non può essere accettato alcun attacco speculativo o fiscale contro questi valori primari. E quando prone e assenti istituzioni latitano dai loro doveri di tutela, è nostro compito e obbligo civile sostituirle con un impegno in prima persona.
E’ il momento di riaffermare la sovranità di ogni nazionalità.
E’ il momento di stracciare tutti i pezzi di carta che altri hanno scritto e sottoscritto a nostro nome e a nostro danno.
E’ il momento di riproporre il vero contratto sociale tra i cittadini e i loro rappresentanti, di costruire uno Stato strumento del popolo e non soggetto a caste interne ed oligarchie apolidi.
E’ il momento di farla finita con la cosiddetta “unione europea” che altro non è che la cinghia di trasmissione dei diktat del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, delle sue Banche Centrali, della grande finanza e delle multinazionali.
E’ il momento di riaffermare il sacro diritto dei popoli all’autodeterminazione.
E’ il momento di riunire in un solo corpo vivente, in una potente alleanza, i popoli che da sempre condividono lo stesso destino, da Dublino a Vladivostok.
E’ il momento di una Lega di terra e di popolo.
E’ vitale costruire rapidamente e attivare una Lega Nazionale.
Per aggregare rapidamente ogni energia, ogni forza italiana orgogliosa della nostra comune memoria, della nostra storia, della nostra gente, della nostra cultura e pronta a riprendere la strada del virtuoso cammino un destino comune.
Per mandare a casa definitivamente i distruttori della nostra patria comune e i parassiti loro camerieri, tutti vergognosi esportatori di “democrazia” a colpi di guerre e di odio.
Per riprenderci le nostre vite, la nostra dignità, i nostri sogni, la famiglia, la natura, le amicizie, le risate e quindi un lavoro che ci permetta tutto ciò e non al loro posto.
Per restituire ai giovani il diritto-dovere di riconquistare, in una scuola “seconda famiglia” e maestra e palestra di vita, la migliore educazione e istruzione nazionale. Con la libertà di dissentire dal pensiero unico, con il confronto diretto tra tesi contrapposte e con l’ausilio di ogni nuova tecnologia.
Per spazzare via ogni deviazione multiculturale, predicata dalle varie chiese, propagandata dai media asserviti e tesa soltanto alla massificazione del genere umano in un indistinto e “tollerante” caos di teatranti, mimi e schiavi.
Per uscire dai patti capestro di sudditanza politica imposti dalla cosiddetta “unione europea”, dall’Alleanza Atlantica e dall’alta finanza – dal Trattato di non proliferazione nucleare alla Corte internazionale di Giustizia, al fiscal compact fino al prossimo Trattato commerciale transatlantico – sottoscritti ai danni di ogni popolo d’Europa e combattere ogni strategia di deregolamentazione economica, meticciato culturale ed esproprio militare della nostra sovranità nazionale.
Per aggregare tutte le entità nazionali europee, da Dublino a Vladivostok, su una via comune di progresso e di destino culturale, economico, scientifico, politico e militare.
Per un’Europa dei Popoli.

http://www.leganazionale.org/manifesto/
 

giovedì 8 gennaio 2015

Fare fronte contro il terrorismo islamico-mondialista!

 
 
Condanniamo in maniera assoluta, dura ed inequivocabile il vile attentato terroristico di Parigi ma, in attesa di avere tutti gli elementi necessari per una analisi più approfondita della vicenda, ci togliamo subito qualche sassolino:
 
1) L'attentato terroristico di Parigi ha colpito un giornale satirico di sinistra (antipatico, giacobino, provocatorio, blasfemo contro tutte le religioni) che rappresenta la peggiore cultura laicista e relativista, progressista e buonista, di questo povero e decadente occidente cristiano.
 
2) Tranne Marine Le Pen, coloro che oggi condannano l'attentato, il fanatismo ed il terrorismo islamico sono gli stessi che hanno permesso, in nome della utopia democratica ed ugualitaria, che la Francia e l'Europa venissero gradualmente invase da immigrati extra-europei.

3) Il terrorismo non è affatto genericamente islamico ma è specificamente sunnita wahabita e salafita, correnti che si sono sviluppate in Arabia Saudita (alleato USA) e che sono stati sostenute da americani, israeliani ed europei (anche francesi) in funzione anti-Assad in Siria.
4) Non esistono gruppi terroristi sunniti sufi o dell'islam tradizionale (della Giordania e del Marocco) e, nonostante la martellante disinformazione, non esistono gruppi terroristi sciiti (legati a Iran e Libano) operanti fuori dai loro territori di naturale e storica influenza.
Il terrorismo della ristretta minoranza islamica sunnita (wahabita e salafita) è, di fatto ed in maniera assolutamente evidente e comprovata (pensate all'ISIS), alleato strategico degli interessi geopolitici di Israele, USA, Francia e della plutocrazia mondialista. 
 
Gli "illuminati" vertici internazionali di banche e finanza, vogliono destabilizzare le nazioni, eliminare l'autodeterminazione e la sovranità dei popoli, creando caos e terrore, per poi imporre, come alternativa il loro diabolico nuovo ordine mondiale. Dobbiamo, quindi, patrioti ed identitari di tutta Europa, o meglio di tutta Eurasia: fare fronte comune contro il mondialismo, l'immigrazione extra-europea ed il terrorismo islamico!
Di questo ed altro ancora, parleremo, il prossimo GIOVEDI 15 GENNAIO, allo Spazio Ritter di Milano, con l'eurodeputato leghista MARIO BORGHEZIO, Max Bastoni, Marco Battarra, il Prof. Massimo Grecchi, Roberto Jonghi Lavarini, Fausto Montrone e Tullio Trapasso.

COMITATO "EUROPA DEI POPOLI"





 

"MILANO CELTA: le tre fortezze", l'ultimo libro-ricerca di Gianluca Padovan.


 
 
Vi comunico che è appena uscito il libro:

Milano Celta: le tre fortezze.

Unisco la recensione e la prima di copertina.

Cordiali saluti.

Gianluca Padovan

 

Milano Celta: le tre fortezze.

 

Questo libro farà discutere!

E magari anche “storcere il naso” a parecchie persone.

In ogni caso, Milano Celta: le tre fortezze, ha il coraggio e la pazienza di mettere assieme numerosi dati storici, archeologici e architettonici anche “sparsi”, coniugandoli con l’indagine sul campo non solo milanese.

Il risultato è tutto da leggere perché documenta, e in modo inequivocabile, che le radici preromane della metropoli oggi nota con il nome di Milano esistono e si sono mantenute per parecchi secoli dopo la “romanizzazione”. Per certi aspetti sono sempre state sotto gli occhi di tutti e già la prima di copertina, composta utilizzando una foto aerea della Regia Aeronautica Italiana, lo mostra con chiarezza. Si tratta dell’impronta lasciata da un impianto prossimo all’ellisse, con il cardo e il decumano celti ancora perfettamente leggibili.

Ma veniamo al contenuto del libro.

In primo luogo le indagini vanno a smentire l’affermazione di Polibio secondo cui «Tutti i Celti abitavano in villaggi non fortificati e privi di ogni mezzo di vita civile».

Milano, o «Mediolanodunon», era la capitale politica e religiosa dei Celti Insubri, i quali ricevettero pacificamente la grande migrazione di genti appartenenti ad altre popolazioni celte d’oltralpe: Ambarri, Arverni, Aulerci, Biturigi, Carnuti, Edui, Sènoni, guidati da Belloveso. E così la città fortificata e cinta da canali, già più grande di quanto storici e archeologi abbiano ipotizzato, s’ampliò ulteriormente. E le due fortezze celte divennero tre, dando alla città un aspetto assai articolato e ben definito.

In epoca romana la si fortificò, ma cingendo di mura solo il suo nucleo più interno. In ogni caso, a ben vedere, già qualcheduno in passato parlò dell’esistenza di due cinte, una terrapienata esterna e l’altra in muratura interna, ma nel corso del tempo se ne sono ignorate le parole. Almeno fino ad oggi.

Nella sintesi si riesamina il sistema dei canali e dei Navigli interni, identificati come opera insediativa e difensiva celta riutilizzata fino al medioevo, ampliando il discorso con testi e immagini relativi alle fortificazioni, o dùn, di Baggio e Niguarda, Comuni autonomi assorbiti dall’espansione metropolitana.

Ma si parla anche di una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del mondo, quella coltivata dalle popolazioni celte tra Vercelli, Biella e fino alle terre dei Salassi. Questi popoli furono veri maestri d’idraulica, tant’è che parlando dell’opera d’estrazione Plinio il Vecchio scrisse: «sembra quasi superare le imprese dei Giganti».

Nel lavoro di ricerca si confrontano studi di architettura fortificata, di archeologia, di archeoastronomia condotti in Italia e in Europa, con l’esame di cartografie storiche, moderne, foto aeree, ricostruzioni grafiche e immagini di monumenti. Da ciò emerge come la cosiddetta “croce celtica”, meglio e più correttamente indicabile come “croce celta”, la si ritrovi chiaramente in molte fortificazioni nordiche, ma non solo.

Il lavoro parla anche di altri centri che mantengono particolari impianti sia circolari, sia tendenti all’ellisse, tra cui Aicurzio, Biassono, Desio, Monza e soprattutto Vercelli. I dati sono messi a confronto con le analisi riportate in alcune pubblicazioni da Adriano Gaspani, dell’Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), e condotte in Italia, Irlanda, ecc.

Vi sono anche le foto inedite del ritrovamento della «Stele di Komevios», proveniente dalla necropoli di Dormelletto (Novara), e si parla della stele di Vercelli, rinvenuta nel 1960, ma poco nota, con le due iscrizioni, una in lingua celta e l’altra in lingua latina.

Alcuni paragrafi sono dedicati alle fortificazioni campali romane e il motivo è presto detto: si è individuata l’area dove sorgeva un castrum, la quale oggi rimane ai margini del centro storico di Milano.

Come si afferma in chiusura di libro, oggi noi siamo il frutto di quanto costruirono e furono i nostri antenati, non una «semplice esistenza». E dobbiamo essere degni di loro innanzitutto conoscendo la nostra vera Storia, perché «sotto terra e sopra terra c’è la chiave del nostro passato e la risposta al nostro futuro».

Buona lettura.

 

 

Dati del libro:

 

Titolo: Milano Celta: le tre fortezze

Autore: Gianluca Padovan

Editore: Lo Scarabeo Editrice Milano

Formato: 17 x 24

Pagine: 285

Testo: pagine 213

Immagini fuori testo (nell’inserto a colori di pag. 72): n° 105

Prezzo: € 25,00