giovedì 12 luglio 2018

CULTURA: giornale Idee per l'europa dei Popoli...

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Ieri, in Regione Lombardia, il consigliere leghista Massimilliano Bastoni, ha ospitato la prima riunione del comitato di redazione della rivista (online e stampata in 50.000 copie a diffusione militante) Idee per l'Europa dei Popoli, edita dalla omonima Fondazione, presieduta dall'eurodeputato Mario Borghezio. Certo, il giornale nasce per volontà del noto esponente leghista ma si tratta di una iniziativa culturale ed editoriale assolutamente trasversale che si rivolge a tutta l'area "identitaria, patriottica e sovranista", insomma, a quella "lega delle leghe" invocata da Matteo Salvini a Pontida. Infatti fra la quarantina di partecipanti alla vivace assemlea, erano presenti: il Prof. Angelo Ruggero (presidente Associazione AESPI), l'avvocato Renato Maturo (presidente associazione culturale Grande Milano), il Principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi, il Prof. Massimilliano Bonavoglia (Università E-Campus), il Prof. Gianfranco Benedetto (Università LIUC), Franco Seminara (dirigente del sindacato nazionale UGL), l'avvocato Andrea Potukian (Comunità Armena), Giancarlo De Col (Accademia Costantiniana), il Conte Alberto Uva, Pietro Fraccavento e Marina Frezzotti (del movimento internazionale Eurasia del filosofo russo Alexandr Dugin), Romolus Popesco (Comunità Romena), Giuseppe Azzinari (del movimento Interesse Nazionale del filosofo Diego Fusaro), Andrea Cangini e Mario Rizzo. Diversi gli esponenti della destra, fra questi: il "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini (braccio destro organizzativo di Borghezio in questa operazione metapolitica), Attilio Carelli (segretario nazionale della Fiamma Tricolore), Stefano Di Martino (monarchico ex AN, già vice presidente del consiglio comunale di Milano), Giovanni Bucci (vice sindaco di Garbagnate Milanese), Fabio Flenda (Libertà Nazionale) ed una delegazione del movimento Lealtà Azione. Direttore il giornalista professionista Prof. Andrea Rognoni, storico intelelttuale di area leghista, editore il destroide romano Luciano Luccarini che già edita Il Candido e Il Borghese. (AFFARI ITALIANI)
 
Selezioniamo innanzitutto coordinatori regionali e provinciali per il Comitato Europa dei Popoli, con il compito di promuovere il giornale “Idee per l’Europa dei Popoli” (online e cartaceo) ed organizzare una sua diffusione capillare sul territorio (inizialmente militante e con punti di appoggio e distribuzione), la raccolta di abbonamenti, sottoscrizioni e pubblicità, e le iniziative culturali della Fondazione Federalista per l’Europa dei Popoli (convegni, dibattiti, corsi di formazione). A queste iniziative prettamente culturali e militanti sono affiancate relazioni con il mondo del lavoro e le categorie produttive, e iniziative di consulenza per le imprese italiane, per quanto riguarda internalizzazione ed esportazioni, promozione del marchio italiano di qualità nel mondo, bandi e fondi europei. Ovviamente, cerchiamo anche gente che voglia partecipare attivamente alla redazione del giornale, scrivendo articoli, e che si renda disponibile come conferenziere per tematiche specifiche o come docente per i corsi di formazione. Le personalità migliori e più rappresentative, andranno a comporre, secondo criteri meritocratici, il comitato d’onore ed il comitato scientifico della Fondazione. 
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venerdì 6 luglio 2018

Intervista a Roberto Jonghi Lavarini

venerdì 6 luglio 2018

Intervista "senza sconti" a Roberto Jonghi Lavarini



Roberto Jonghi Lavarini, 46 enne storico esponente della destra sociale, dopo il convegno milanese con il filosofo tradizionalista russo Aleksandr Dugin (consigliere del presidente Vladimir Putin), ha in programma altre due incontri che già stanno facendo molto discutere. A settembre, Jonghi, ha poi inviato in Italia, il "vecchio leone" della estrema destra francese, Jean Marie Le Pen a presentare il suo libro autobiografico. Incontriamo il “Barone Nero” in un bar nel centro di Milano, di fronte al Castello Sforzesco, dove sembra molto conosciuto e ci presenta subito uno dei suoi stupefacenti amici, niente di meno che Sua Altezza Imperiale il principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli, con il quale aveva appuntamento, prima di noi, per questioni di araldica e ordini cavallereschi (altra sua grande passione oltre alla politica). Prima del nobile bizantino, tanto per dire, il poliedrico Jonghi, con "spirito crociato", ha incontrato un vescovo ortodosso libanese, del quale ci mostra subito le foto, per parlare della persecuzione dei cristiani in Siria e della raccolta fondi internazionale per armare e addestrare le loro milizie, in difesa di chiese e villaggi.

Roberto Jonghi Lavarini con Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Abbiamo ricevuto da "Fare Fronte" (la sua ultima sigla politica) due inviti via email: lunedì 9 luglio, riunione con il vice presidente del Senato, Ignazio La Russa, e giovedì 12 incontro con l'eurodeputato leghista Mario Borghezio… Jonghi: ci può chiarire la sua posizione che a noi sembra qaunto meno schizzofrenica?
Ignazio e Mario sono entrambi miei cari vecchi amici... Mi sono iscritto al MSI a 14 anni, e, da allora, ho sempre militato dalla stessa parte, cercando di rimanere uomo libero e coerente. Non ho cambiato idee, anzi, le ho approfondite e consolidate. E’ il mondo ad essere cambiato, gli equilibri geopolitici globali, oltre che il sistema democratico parlamentare dei partiti che è fallito. Con la caduta del Muro di Berlino, è iniziata la lenta ma inesorabile agonia, non solo del comunismo ma anche del sistema bipolare USA-URSS, e di tutte le contrapposizioni imposte dalla “guerra fredda”. Sono risorte le identità culturali e religiose, i popoli e le nazioni. Si è risvegliata la Santa Russia Ortodossa, Terza Roma, e con lei nuove prospettive imperiali eurasiatiche. Con Tangentopoli, invece, sono morti i vecchi partiti ideologici, democratici e popolari, si sono indeboliti la politica tradizionale, il sistema di rappresentanza e di selezione della classe dirigente. Al loro posto sono nati movimenti carismatici e di protesta, e gli spazi lasciati vuoti dalla nuova politica (e dai suoi rappresentanti veramente mediocri), sono stati occupati dai poteri forti della economia e della finanza che hanno iniziato, non solo in Italia ma in tutta Europa, a farla da padroni. In questo quadro generale, io rimango fedele a determinati valori e idee immanenti, piuttosto che a fragili e precari sistemi partitici, sempre più mal gestiti in maniera privatistica, per cooptazione amicale.

Roberto Jonghi Lavarini con Marine Le Pen e Alexandr Dugin


La sua risposta mi sembra chiara, articolata, quasi convincente. Ma cosa risponde a chi la accusa di pensare solo alla sua carriera personale o di essere un "pazzo ingestibile"?
Chi dice questo non mi conosce o è in assoluta malafede. Guardi, avessi voluto fare carriera ci avrei pensato trent’anni fa... Mio padre è stato dirigente di Assimpredil e della destra DC, mio nonno era un potente e ricco immobiliarista, aristocratico e cattolico, legato al Vaticano, avrei fatto altre scelte, invece, mi sono iscritto al Fronte della Gioventù di Via Mancini (storica sede milanese del Movimento Sociale). Sinceramente, non so se ho fatto bene, al mio posto hanno fatto carriera tanti ciarlatani opportunisti... Forse io sarei stato più utile alla mia comunità politica e culturale, oltre che a me stesso ed alla mia famiglia. Poi, di occasioni ne ho avute diverse, ma ho sempre privilegiato la coerenza e la libertà... In molti mi temono perché dico quello che penso e cerco di fare quello che dico. Per mediocri e codardi, genio e coraggio sono pazzie, allora: sono certamente un pazzo idealista, e, in questo senso, per loro, sicuramente pericoloso. Conosco vita, morte, miracoli e scheletri nell’armadio di tutti i politici milanesi: potrei raccontarvi aneddoti e particolari tragicomici, di tanti miserabili inutili parassiti che, a differenza mia, hanno fatto carriera, ma mi sono ripromesso di non parlare male più di nessuno. Il tempo è prezioso e le energie vanno utilizzate per pensieri e azioni positive. "Non ti curar di loro ma guarda e passa"... Certo, però non porgo l'altra guancia, e se uno mi tira un ceffone io rispondo con due pugni bene assestati nello stomaco e in testa... In senso metaforico naturalmente (dice ridendo divertito...)
Roberto Jonghi con Daniela Santanchè, Ignazio La Russa e Mario Borghezio

Fatte queste premesse e battute, torniamo ai due appuntamenti di settimana prossima, ed ai suoi progetti, di cui si parla in rete e sui giornali...
Io e il circolo Fare Fronte abbiamo aderito a Fratelli d’Italia, lo scorso congresso nazionale di Trieste, riconoscendo a Giorgia Meloni, riposizionatasi stabilmente a destra (finalmente ma in grave ritardo politico, lasciando quindi spazio alla Lega di Matteo Salvini), la coerenza e la chiarezza delle scelte, nel solco della migliore tradizione missina. Svolta rappresentata anche simbolicamente dal nuovo logo: senza riferimenti ad AN ed a quella mer.. di Fini (la faccia di Jonghi mostra rabbia e disgusto nel parlare di Gianffranco Fini) e con la nostra bella fiamma tricolore in grande evidenza. Ma alla linea politica non è poi seguita la necessaria apertura e riorganizzazione del partito sul territorio. Per questo, lunedì chiederemo ufficialmente la convocazione dei congressi ed il rinnovamento di Fratelli d’Italia, secondo rigorosi criteri di partecipazione e meritocrazia. Quella di giovedì, invece, è altra cosa, una riunione a sostegno del progetto culturale ed editoriale del giornale “Idee per l’Europa dei Popoli”, una iniziativa assolutamente trasversale e apartitica, che vuole “fare fronte” contro la plutocrazia mondialista, unendo tutte le forze nazional-popolari, sociali, identitarie e sovraniste. Una battaglia metapolitica che io-noi portiamo avanti dal lontano 2000, sul modello del Front National francese, come si può facilmente verificare in rete. Non ci piacciono i partitini e le scissioni: non vogliamo dividere ma unire, ma per lavorare ci servono ruoli, strumenti e mezzi.

https://www.mediapason.it/i-programmi/senza-sconti/int121.pdf

martedì 3 luglio 2018

Giovedi 12 luglio: incontro a Milano


IDEE per l'EUROPA dei POPOLI
GIOVEDI 12 LUGLIO - ORE 18.00
Studio Legale Avv. Renato Maturo
Viale Bianca Maria 3, Milano

Incontro organizzativo-redazionale
con MARIO BORGHEZIO 
MASSIMILIANO BASTONI e
ROBERTO JONGHI LAVARINI

"Non un semplice giornale ma una grande sfida culturale e metapolitica, identitaria e socranista. Idee per la buona battaglia e per un fronte nazional-popolare europeo contro il mondialismo"

Interverranno: MASSIMILIANO BONAVOGLIA, ATTILIO CARELLI, FABRIZIO DE MARINIS, STEFANO DI MARTINO, PIETRO FRACCAVENTO, GIUSEPPE GHIRARDINI, ROBERTO PERTICONE, FRANCO SEMINARA, RICCARDO TENNENINI, BENEDETTO TUSA, docenti universitari, giornalisti, storici militanti politici del "fonte della tradizione"...

NB - E' assolutamente necessario segnalare la propria presenza:
comitatoeuropadeipopoli@gmail.com

sabato 30 giugno 2018

IDEE per l'EUROPA dei POPOLI

 
 
Rinnovato giornale culturale, metapolitico, nazional-popolare, identitario, patriottico e sovranista... Presente e scaricabile comodamente online, stampato in 50.000 copie a diffusione militante, nei circoli e librerie d'area... Obbiettivo ambizioso: un mensile cartaceo in tutte le edicole d'Italia, dal prossimo gennaio 2019.

Un progetto editoriale promosso dal vulcanico Mario Borghezio (storico eurodeputato leghista, vice capo gruppo delle "destre europee", capo delegazione della commissione esteri, presidente della Fondazione federalista per l'Europa dei Popoli). Suo "braccio destro" in questa operazione culturale, trasversale e apartitica, è il "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini (esponente della destra sociale, radicale e tradizionalista, presidente del movimento Fare Fronte, candidato con Fratelli d'Italia, alle scorse elezioni politiche). Questo lo "zoccolo duro" della squadra: Luciano Lucarini (editore), Andrea Rognoni (direttore responsabile), Max Bastoni (capo redattore e consigliere regionale lombardo), Edoardo Anghinelli (segretario di redazione).


Contatti, informazioni, proposte, collaborazioni, contributi:
 
"Radici profonde, rami forti" dice un vecchio detto della mia tribù Walser (tedesco-vallese" del Monte Rosa). Il mio ragionamento metapolitico parte da questa genuina e antica saggezza popolare. I Walser sono un piccolo e fiero popolo alpino germanico diviso in villaggi, enclave in alta quota, sparsi su tutto l'arco alpino, dalla Svizzera all'Austria, dove hanno mantenuto le loro tradizioni etnologiche, religiose e linguistiche (parlano un dialetto tedesco arcaico). In Italia sono certamente note a tutti le località turistiche di Gressoney, Im Land (Alagna Valsesia) e Z'Makanà (Macugnaga), alle quali aggiungo la mia Urnafasch (Ornavasso), paesini che hanno mantenuto intatte le proprie caratteristiche che ne fanno luoghi  tipici e affascinanti. Tornare nelle mie terre, o andare ai Walsertreffen (raduni internazionali delle comunità Walser) con le mie figlie, vestendo i nostri abiti tradizionali, brindando e cantando con il mio prossimo (etimologicamente, colui che mi è più vicino), mi fa ritrovare e connettere con le mie origini ancestrali, con la terra dei miei padri (da cui il termine patria), dando consapevolezza e forza alla mia identità, profondo significato etologico e spirituale alla mia esistenza su questa terra. Riallacciarsi alla Tradizione, è riprendere linfa e vigore, è essere in ordine, ovvero al posto giusto, deciso del buon Dio, dal destino, in questo universo. Ma ogni singola tradizione, come dicevano i grandi studiosi, filosofi e maestri, Julis Evola e Renè Guenon, fa parte e si riallaccia alla unica grande Tradizione che costituisce, insieme alle leggi naturali, la vera essenza della nostra umana civiltà, una unica visione del mondo, degli uomini e della società. Essere fedele alle proprie radici specifiche, vuol dire capire e rispettare quelle altrui, e partecipare veramente alla umanità nel suo complesso. Solo chi capisce e rispetta se stesso, può capire e rispettare gli altri. Questo è lo spirito comune, la weltanschauung, che unice gli amici, collaboratori e sostenitori dI questo progetto editoriale e delle storiche battaglie culturali e identitarie, prima che politiche, di Mario Borghezio. Questo giornale ha l'ambizioso obbiettivo di essere la base di un grande fronte nazional-popolare, per informare, formare e selezionare, secondo criteri meritocratici, una classe dirigente, consapevole e preparata, di autentici patrioti, una nuova aristocrazia europea, nel senso etimologico e tradizionale di governo dei migliori, che si dedichi veramente al bene delle nostre comunità locali, alla tutela dei territori e delle radici, alla difesa dei nostri legittimi e sacrosanti interessi politici, militari ed economici in Europa, nel "mare nostrum" Mediterraneo e nel mondo. Uniamo le forze e le Idee per l'Europa dei Popoli. Roberto Jonghi Lavarini

giovedì 21 giugno 2018

"Putin entusiasta di Salvini " Intervista con Aleksander Dugin, consig...

ALEXANDER DUGIN a MILANO

 
 
Politica - Affari Italiani - Milano

"Putin entusiasta di Salvini": l'intervista ad Aleksander Dugin

Putin è un fan di Salvini e la Russia tifa per il leader della Lega: parla Aleksander Dugin, consigliere del leader russo

Metti una sera in via Padova, tra scantinati trasformati in moschee e centri sociali. Tutti ad ascoltare il consigliere di Putin, lo scrittore e filosofo Aleksander Dugin che presenta il suo libro “Putin  contro Putin” (Ed. Aga).“ Il centro del mondo è in questi giorni Roma, con Di Maio e Salvini e il loro populismo integrale, vittoria metafisica del popolo italiano. Salvini risponde a tutte le sfide, è un successo mondiale: lui è un leader populista positivo. E’ il pensiero di  Putin, che è un  fan di Salvini. Tutti in Russia tifiano per lui. In Italia Soros e  i  globalisti stanno perdendo  la partita… Putin ha una grande simpatia per Salvini. Ora  in Europa è un momento decisivo, si prospetta una vittoria radicale del popolo sulla elite ultraliberale” Dicono che sia la mentre di Putin. Ideatore del nazionalbolscevismo, Dugin esalta   i valori  tradizionali contrapposti ai valori liberali che stanno andando portando il mondo verso caos e guerra .Alcuni analisti definiscono Putin un patriota, altri un liberale. Rimane la domanda: “Chi è Putin?”. Dugin da via Padova cerca di dare una risposta: “Vedo una grande Europa da Lisbona a Vladivostok”, con un asse Mosca- Pechino5. E una forte  Unione  Eurasiatica”  Inventore della “Quarta Teoria Politica“ (dopo liberalismo, fascismo , e comunismo ecco la Tradizione), Dugin paragona Putin all’imperatore Augusto. Leader della resistenza alla  post modernità e alla  turbo- globalizzazione “Putin somiglia a un funambolo su una corda tesa attraverso un precipizio. Ora è di fronte a un doloroso dilemma: quale direzione prendere? Verso il passato o verso il futuro?“ ci dice Dugin in questa intervista.” Per gli USA, una buona Russia è una Russia fragile: una Russia ripiegata su se stessa, debole, divisa, quasi morta, un “buco nero”, come la definì Zbigniew Brzezinsky . Il 71% dei Russi pensa che la Russia appartenga ad una civiltà a sé stante, “eura- siatica” e ortodossa, e che qualunque sviluppo in una direzione filo-occi- dentale non vada bene per il Paese. Stimolato  da Adriano Scianca, il dibattito ha visto duettare Dugin con il filosofo post marxista Diego Fusaro.«I signori della mondializzazione con il loro clero intellettuale giornalistico di accompagnamento stanno disgregando tutti i fondamenti della vita etica». Parla futurista; di turbocapitalismo apolide, di «globalizzazione linguistica», «contronarrazione demofila». Una neolingua che affascina il foltissimo pubblico di nuovi editori  (Maurizio Murelli , Andrea Scarabelli, Marco Battara) edi politologi presenti in sala. Aldo Bracco (Rivista geopolitica Eurasia) ,Pietro Fraccavento (movimento  internazionale euroasiatico), Giuseppe Ghilardini (Europa dei popoli) Roberto Jonghi Lavarini (Fare fronte), Avv, Maurizio Mengassini (Fondazione imperiale Romanov) Lali Panchlidze (ass. Italia Georgia Eursasia), Gianluca Savoini (sss, Lombardia Russia).